L’abbiccì dell’architettura: Fask / Rick Joy Architects

Foto_1.jpg

di Claudia Casali

Sono le tre del mattino e non ho voglia di addormentarmi. La notte porta consiglio, o almeno così mi hanno sempre detto.
Non so perché ma il silenzio assordante delle ore notturne mi tranquillizza, il buio mi da il coraggio di far luce su quelle cose che forse avrei preferito dimenticare. Forse è per questo che preferisco la notte. Svela tutte quelle soluzioni che stai cercando da tempo e che non hai il coraggio di trovare.

Credo che questo buio è tutto quello di cui ho bisogno perché nell’oscurità è più facile lasciarsi andare. Devo capire cosa illuminare, cosa risolvere, cosa allontanare dalla mia vita.
E così una notte può fare la differenza. Perché sì, il mattino seguente sarà diverso, sarai stordito dalla sera prima che è stata piena di viaggi mentali, pianti liberatori, cuori scoppiati. Perché la mattina seguente nessuno saprà delle lacrime che hai versato. Nessuno saprà che dovrai lasciare il cuore ad asciugare per le inondazioni della sera prima e che la testa è troppo piena di soluzioni complicatissime che non ti lasciano dormire.
Ma è questo quello che capita a noi, inguaribili “Animali notturni” che fanno della notte il proprio stile di vita.

E non importa come stai, se sei felice, triste, sbronzo, assonnato. A fine giornata noi Animali notturni riflettiamo. La solitudine, i rimpianti, le amicizie che si addormentano, gli amori che bruciano. Tutto perfettamente in linea con i nostri pensieri, sempre troppo ingombranti per lasciare spazio ai sogni.

E sono proprio i sogni che facciamo da svegli a fregarci. Perché continuiamo a pensare in grande anche se abbiamo la consapevolezza che le cose andranno nella direzione opposta. Ed è proprio questa consapevolezza che ci fa star male. Ma qui non siamo al Cinema. Non ci sono attori, non c’è nessuna scenografia scritta. Questa è la vita reale e il finale non è mai come ti aspetti. Per questo, mentre tutto sta andando a rotoli, continui a fare errori e a fare male.
E sai che sarà sempre così. Allora provi a chiedere scusa nel modo più diretto, anche per tutti gli errori che farai in futuro. L’urlo non basterà a cancellare i sensi di colpa generati dalle nostri azioni sbagliate. Bisogna solo avere il coraggio di essere sinceri e ammettere disperatamente come siamo.

Dichiararsi senza freni, senza troppi giri di parole, come se fosse una necessità. Anche quando tutto è finito, quando anche sul più bello dei rapporti arriva il tramonto.
Non potrei mai dimenticare un amore, le paure, il dolore. Ma se si è stati felici perché si deve stare male alla fine di una relazione? Basterebbe dimenticare le paure, l’orgoglio.
Certo tutti possono sbagliare ed è impossibile tornare indietro. Ma chi ha coraggio di riconoscere i propri errori ed ammetterli forse ha qualche possibilità in più di salvarsi.
Perché ormai le ferite sono da cucire, perché la freccia è entrata Dritto al cuore e la rimozione fa male. Ormai il cuore è esploso, sfogarsi è l’unica cosa che è rimasta perché è difficile credere a degli occhi quando si è stati traditi. Un tradimento mentale, emozionale che ci ha lasciati a terra, con l’incertezza se sia giusto o no provare a dare una seconda possibilità.

È così che si cresce, che si matura. Provare a superare se stessi, spostando i limiti che ci siamo imposti. Non c’è cosa più bella di liberarsi dagli schemi, migliorarsi e così cambiare. Le Canzoni tristi ora servono solo per allontanare la negatività e a provare emozioni diverse. Perché di periodi bui se ne vivono tanti ma dobbiamo imparare a respingerli, lasciando spazio solo alla nostra felicità.

Per provare a vincere la battaglia bisogna lottare, sconfiggendo il dolore, allontanando la paura. È tanta la voglia di affrontare a testa alta la lotta: Un’altra ancora da sostenere, da vincere. Bisogna avere il coraggio di crederci per trionfare definitivamente, perché la felicità non è una truffa e la sconfitta è lontana, ma i Demoni sono dietro l’angolo ad aspettarci. Vogliono porci quelle domande che ci lasciano ufficialmente a terra, perfette per distruggere un uomo e lasciarlo ko. Ma il combattimento non è giunto al termine. Per vincerlo bisogna fare scelte di cuore, fare quello che realmente ci piace fare. È così che ci allontaniamo dai compromessi, è così che conquistiamo la vittoria. Solo avendo il coraggio di ammettere cosa ci piace veramente ritroviamo la grinta giusta. Come quando in Radio radio parte la tua canzone preferita. Tutto si ferma improvvisamente, il cuore si riempie di positività e si riparte così col piede giusto.

E non importa se la nostra felicità è fuori luogo e se siamo fuori fuoco anche nella vita. Chiediti di te e se sei felice non conta più niente. Avere il coraggio di conoscere il futuro e rischiare, uscire dalla comfort zone dei nostri sentimenti e vivere correndo il rischio di essere costantemente felici. Gli schiaffi presi, gli anni passati a nascondersi dietro bugie e a sopportare una società che non ti rappresenta. Le cose posso cambiare basta avere quella giusta dose di speranza. Certo, sono previsti nuovi orizzonti ma sono lontani e incerti. Ma è questo il manifesto del nostro Novecento.

Possiamo scegliere di credere per sempre nel cambiamento e brindare così a un domani pieno di speranza. Sta a noi decidere come proseguire, se continuare a sognare e vivere di rimpianti oppure iniziare a vivere il futuro.

Lasciare tutto, prendere uno zaino e partire. Abbandonare quei luoghi sicuri per trovare il proprio posto nel mondo. Magari questo viaggio ti riporta a casa, magari ti porta a km di distanza da dove sei cresciuto. Nessuno può saperlo, se non il tuo cuore, la tua persona.

Se seguissi il mio cuore di certo mi ritroverei ai Caraibi, sull’arcipelago Turks e Caicos, un posto dove il sole, il mare e il buon umore sono sempre a portata di mano. Ed è proprio su queste isole che si trova una delle abitazioni nelle quali un giorno sogno di vivere.

2.jpg

Le Cabanon è un rifugio perfetto per mettersi al riparo dal grigiore quotidiano e dalle responsabilità che incombono costantemente. I Rick Joy Architects hanno progettato questo rifugio familiare in uno degli scenari più suggestivi di sempre.

Da ogni punto della casa si ha l’opportunità di godere del paesaggio circostante. Il cielo viene incorniciato dai muri di cemento che creano scorci suggestivi, le piccole finestre sono le cornici perfette per la natura limitrofa, i grandi spazi all’aperto sono attraversati dai raggi del sole tropicale e dalla brezza marina. Tutto così perfettamente studiato per mantenere tranquillità e per rispettare la privacy del luogo e dell’abitante.

3.jpg

La voglia di andarsene e lasciarsi tutto alle spalle, per non avere rimpianti, per avere la propria indipendenza.
Crearsi il proprio futuro in riva al mare, lontano da tutti e ricominciare daccapo ma con la persona giusta al proprio fianco. È questo il futuro che dovrebbe attenderci a braccia aperte, è questo il Novecento che dovrebbe aspettarci. Questo è il film di cui dobbiamo essere protagonisti: una bellissima storia moderna piena di coraggio e speranza.

 “Questo è l’istante in cui saluto casa mia
faccio i bagagli e vado via.”

Fask – Novecento