Live e Foto Report dei Canova a Roma

Canova @ Atlantico-34.jpg

di Patrizia Migale

28 marzo 2019@Atlantico, Roma.

Tra le preziose scoperte (e ce ne sono tante!) di casa Maciste Dischi, spuntano i Canova.
A dimostrazione che se nel tuo passato c’è un’eliminazione a Sanremo, probabilmente è perché fai buona musica.

Sulla stessa linea cantautorale di Matteo, Fabio, Federico e Gabriele in giro c’è il bravo Scarda, che tra l’altro questo giovedì sera si è trovato a fare da apertura al live organizzato da Magellano Concerti.
Leva di Bianca Dischi, Scarda prepara il palco ai colleghi milanesi con i quali sembra condividere proprio un’innata capacità di utilizzare melodie spensierate e rotondeggianti così distanti da testi a volte poco felici. Come quando canta di quella Non Relazione nata per gioco e poi finita in un pianto che però chiamavi niente, così niente finisce.

E poi si continua sulle note di Bianca, Sorriso ed una scanzonata Palazzina Gialla, come quella in cui vive l’amata, che si trova sotto quelle nuvole che cambiano forma spesso e noi forse facciamo lo stesso. Un luogo del cuore di cui ora rimangono solo i ricordi ancora freschi di quei dettagli privati (So cosa fai prima di andare a dormire/ quanto ci metti per vestirti ed uscire).

Canova @ Atlantico-53.jpg

A questo punto l’Atlantico è pronto per vivere per sempre dentro ad un concerto dei Canova.
Occhiali scuri, beat pop e tanta voglia di saltare.
Se nel settembre 2017 la band riceveva il premio come migliore realtà dal vivo da Keep On, ad oggi la strada sembra proprio proseguire in quella direzione.

Si parte subito con i pezzi del nuovo album “Vivi Per Sempre”, uscito il 1° marzo 2019 con l’etichetta più forzuta d’Italia, per l’appunto Maciste Dischi.

Dalla malinconia dell’infanzia in Shakespeare, dove l’essere bambini scorre dentro al ricordo di una scarpa persa per strada, si passa a quel Sunday Blues tipico di una Domenicamara, dove ironicamente si ringrazia chi, pur essendo una conoscenza recente, ha il potere di lasciarci una domenicamara e complicata, come d’altronde lo è sempre stata.

Ma è quando arrivano le chitarre dell’intro di Ho Capito Che Non Eravamo il pubblico sembra accogliere quella che si preannuncia già come futura hit pop.
Un brano che sembra smontare la logica della famosa There Is a Light That Never Goes Out, quando all'idea celestiale di schiantarsi insieme contro un double-decker bus si contrappone l’immagine di chi, invece, cammina da solo contromano e non ha paura di morire in una notte buia.

Se gli Smiths cantavano di una forza che viene dall’unione di due, i Canova invece canticchiano della forza delle canzoni che rimangono quando l’uno capisce che non eravamo così tanto forti io e te da guardare il sole e non farci male.

Non restano che ricordi di locali jazz. E in questi casi non rimane che dirlo più forte, con una canzone.

Se 14 Sigarette era stato scartato dal disco precedente, il suo che cos’hai nella testa? cantato dalla folla di fan della venue a Roma Sud sembra confortare la band milanese sulla scelta azzeccata di aver voluto condividere questo brano, seppur dopo tempo, con tutti noi.

E la notte ritorna in Ramen, dove ci sono due mondi che non c’entrano niente, dove chi parla chiaro può ferire, ma forse anche a due persone così diverse tra loro può capitare di svegliarsi la mattina e non capire neanche come stare.

Dubbi di una giovinezza che può avere, sì, una data di inizio, ma non di fine.

Una vita che delle volte può far male, come quella di Per Te, un male che può essere sconfitto con un vivere senza timidezza, come fosse l’ultimo giorno, l’ultima pace, l’ultimo amore.

Per chi crede nell'importanza di mettersi alla prova, c’è sempre il tempo per un omaggio ad un pezzo fresco di Sanremo 2019, si tratta della Rolls Royce di Achille Lauro, sorprendentemente rivisitata in pieno stile Canova.

Era solo il 2017 quando dalla Maciste Dischi di Antonio Sarubbi esordivano quei quattro di Matteo Mobrici, Fabio Brando, Gabriele Prina e Federico Laidlaw con “Avete Ragione Tutti”.

Ebbene, nel nuovo tour non possono mancare, tra una Groupie e un Goodbye Goodbye, anche quei brani cantati all’infinito in giro per l’Italia che li hanno portati al successo, come Vita Sociale, Expo, Manzarek e La Felicità, che vede il Mobrici in solo al piano.

Un salto a Portovenere, qualche bis e tra salti e gioia diffusa si conclude anche questo live.

Noi di Talassa, grazie all’iniziativa Plastify, li rivedremo insieme il 1 Maggio al Concertone di Piazza San Giovanni a Roma. 

Per sapere di più su Plastify, leggi qui: https://www.talassamagazine.com/talassa/plastify-prim-maggio