L’abbiccì dell’architettura: Calcutta / Invisible Studio

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di Claudia Casali

La mia memoria funziona a intermittenza. Frammenti di vita sfociano irregolarmente nei miei flussi di coscienza sempre troppo disordinati e pieni di cose discordanti. Le immagini scorrono veloci, in un mare di ricordi dove le onde rievocano piccoli tasselli di una vita piena di caos e fallimenti. Le onde vanno a tempo coi pensieri, cullate da quelle canzoni che sono diventate la colonna sonora della tua vita. E molto probabilmente sono le colonne sonore di altre miliardi di persone che navigano in mari lontanissimi dal tuo.

Gli evergreen del tuo passato sono quelli di una generazione intera. La mia di generazione negli ultimi anni ne sta scoprendo tanti. E così “Evergreen” è arrivato improvvisamente, pronto ad essere la culla delle nostre esistenze. E mai avrei pensato che Calcutta ne sarebbe diventato il portavoce. Eppure i nostri ricordi sono Briciole che si spargono irregolarmente nella nostra memoria, tra immagini che nuotano in una dimensione nostalgica e delicate melodie anni ’60.

E il cuore cavalca insieme al cervello l’onda perfetta dei flashback. È difficile annegare i ricordi quando senti il “cuore a mille”, quando la parte onirica prende il sopravvento sulla realtà effettiva dei fatti. Paracetamolo è perfettamente così. Surreale nelle immagini e chimerico nei suoni, imprevedibile e irresistibile.
La voce si rompe al grido di motti generazionali, i sentimenti vengono messi a nudo senza nessuna paura. Pesto è un temporale estivo. Improvviso, travolgente, confuso. La carica emotiva è elevata, impossibile trovare riparo. E così ai millimetri di acqua versati dal cielo si aggiungono quelli di chi, almeno una volta nella vita, si è “addormentato di qualcuno”. 

Il risveglio, si sa, può essere traumatico ma questa consapevolezza a volte non basta. Correre il rischio di farsi pungicare, sfidando il destino, andando contro quel “mondo cane” provocato in Kiwi. Perché in fondo è bello addormentarsi di qualcuno, assaporarne il gusto, la Saliva. È bello lasciarsi andare sulle note di una intimissima ballata, dichiararsi completamente, senza mai cadere nella banalità. Dateo è proprio quel sospiro di sollievo che fai dopo una dichiarazione. Ti senti libero ma allo stesso tempo alienato.

Certo quella sensazione di incertezza iniziale non è il massimo, ma il rischio deve essere corso. Riuscire a tenerci strette le persone che contano è il vero goal della vita. E non importa se si rifiutano grandi occasioni, il successo arriverà lo stesso. Hübner è la personificazione del campione di provincia, di quella semplicità e purezza che nella ballad sono affidate anche all’eleganza di Francesca Michielin che ne cura i cori. Una voce estremamente raffinata, priva di artifici, così semplicemente Nuda Nudissima.
La fine del tour e i riferimenti sessuali viaggiano su sonorità delicate e insolite, atipiche per Edoardo D’Erme che continua a sorprenderci e conquistarci. 

E di conquiste Calcutta in questi anni ne ha fatte tante.
Suonare nell’emittente storica del nostro paese, un momento magico quello passato in Rai, tanto che ne è uscita fuori forse la canzone più interessante del disco. Ritmo incalzante, psichedelico, complesso, orchestrale, un brano che mette in risalto tutta la genialità di Edoardo che è riuscito a conquistare non solo i palcoscenici televisivi ma anche i nostri cuori. Gli arrangiamenti perfetti accompagnano i nostri trip mentali dettati dalla nostalgia contenuta in Orgasmo e in tutto “Evergreen”.

I viaggi mentali che ci facciamo non sono mai troppi. È sano ogni tanto immergersi nella natura più intima dei nostri pensieri, staccare la spina e andare lontano dal proprio caos, dalla propria quotidianità. Immergersi nel verde più profondo e guardare la natura modificare i propri colori con il passare delle ore.

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E tutto quello di cui hai bisogno è un piccolo rifugio in grado di assecondare le tue necessità. Trailer è la casa mobile progettata da Invisible Studio. Piccola, ecologica, economica. Essenziale ma completa di cucina, bagno, una lunga zona giorno e due camere da letto sospese. Un nascondiglio perfetto per chi vuole scappare dalla giungla urbana e ascoltare i suoni della natura.

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Come il rumore delle foglie agitate dal vento, il canto degli animali al sorgere del sole, il rumore della pioggia insistente che cade sul tetto. Il suono dell’acqua si mescola con i respiri degli abitanti. Intorno il nulla, solo un temporale, due amanti e una strada vuota.
Le luci della casa illuminano il paesaggio circostante, gli occhi pieni d’amore illuminano la Trailer.

C'è il temporale
per strada solo noi
venite a prenderci
portate dei binocoli
per guardare gli occhi miei
 
Calcutta – Kiwi