Appennino Pop: nuova avventura per Maurizio Carucci (ex-Otago)

di Miriam Viscusi

Il cantante degli ex-Otago Maurizio Carucci ha da pochissimo lanciato il progetto Appennino Pop: un documentario per raccontare e scoprire a piedi le zone più remote dell’Appennino.

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Oltre a scrivere canzoni, Maurizio da sempre ama il contatto con la natura e si occupa in prima persona di proteggerla e valorizzarla. È infatti socio del CAI, per cui si occupa della commissione sentieri, e vive in una fattoria in Val Borbera, tra vigneti e animali. L’idea di Appennino Pop unisce la musica al rispetto per la natura e sfocerà in un documentario. Cosa racconterà? Un viaggio, Testimonianze, persone, storie, tradizioni e spunti di riflessione. Servirà a raccontare il “divenire” e il “futuro” attraverso l’esperienza di un luogo antico.
Il progetto è il sentiero 200 del CAI, lungo 100 chilometri dentro la Val Borbera, provincia di Alessandria ai confini tra Liguria e Piemonte. Nel percorso da Stazzano ad Arquata Scrivia Maurizio sarà affiancato da altri tre personaggi: Alessandro Scillitani, già regista di viaggi con Paolo Rumiz, Elisa Brivio ed Eugenio Soliani. I tre saranno rispettivamente il regista, la curatrice delle ricerche e il fotografo. Muniti solo di videocamera e taccuino tutti cammineranno al ritmo lento dei luoghi di montagna per lasciarsi stupire da quello che troveranno e trarne un documentario culturale.

Parole d’ordine: meraviglia, positività, autenticità.

Non mancheranno gli Ex-Otago, che contribuiranno alla colonna sonora.

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Il progetto partirà solo se attraverso la raccolta fondi verrà raggiunto il budget necessario. A breve su Produzionidalbasso.com sarà possibile contribuire con una donazione. Il 5 agosto durante il festival “attraverso. Storie di uomini e donne” tenutosi al parco Capanne di Marcarolo (AL, Piemonte) è stata lanciata ufficialmente una campagna di crowdfuding per finanziare il progetto che se otterrà i fondi necessari vedrà la luce prossimamente. Il cammino inizierà una volta raccolti i fondi necessari.
Non si tratta di un documentario fine a se stesso: l’ambizione è quella di contribuire nel concreto a trasformare quei luoghi in un parco naturale, così che possano essere protetti e riconosciuti come ricchezza ambientale e culturale del nostro Paese.